Anno: |
2025 |
Localizzazione: |
Vernole, Italy |
Programma: |
Restauro/ Ristorante/ Masseria/ Interior design |
Superficie: |
500 mq |
Committente: |
Privato |
Oggetto: |
Progetto preliminare, esecutivo e direzione lavori |
Collaboratori: |
Arch. Enrico Durante, Arch. Samuele Stamerra |
Comunicazione: |
Ph. Marcello Mariana | marcellomariana.it |
Stato Di Progetto: |
Realizzato |
Caronte è il progetto di restauro di una masseria nella campagna Salentina. Nelle terre tra Lecce e Vernole, immersa tra gli olivi e a pochi chilometri dal mare, sorge Masseria Caronte, una dimora rurale dove un tempo si allevavano ovini e si producevano lana e filati. Nel corso degli anni, dopo numerose attività insediate e anni d’abbandono, nel 2024 la struttura ha subito un importante lavoro di recupero e riconversione in ristorante. Su incarico di un gruppo di giovani imprenditori locali, Margine ha proposto un intervento rivolto ad eliminare le numerose superfetazioni che si sono susseguite nel tempo e a restituire l’antico fascino dell’opificio.
Il nucleo fondativo della masseria si compone di un cortile recintato quadrangolare chiuso su tre lati da una cinta in pietra leccese alta tre metri, eretta per proteggere il bestiame. Il quarto lato è un fabbricato in pietra costituito da tre stanze voltate utilizzate originariamente come opificio e all’occorrenza come ricovero degli animali.
Prima dell’intervento, la struttura presentava numerose discordanze e incoerenze dettate da altrettante superfetazioni svolte senza un criterio conservativo. Il lavoro di Margine risulta dunque un’architettura del sottrarre: togliere le coperture posticce, eliminare le finiture incoerenti, camuffare le strutture antitetiche. Nel riportare l’immagine pura e calda della fabbrica in pietra leccese, la rifunzionalizzazione degli spazi è avvenuta mediante tre semplici episodi, mirati, essenziali e didascalici: un banco, un focolare, una quinta. Tutti e tre gli elementi sono stati realizzati in pietra di tufo e scialbati con latte di calce al fine di evidenziare l’intervento contemporaneo rispetto all’antica struttura.
Il banco accoglie i visitatori e svolge la funzione di bar e cassa. Il focolare caratterizza la sala degli anni ’60 e la quinta cela l’antibagno evitando introspezione dalle sale voltate. I tre elementi sono caratterizzati da un tema a cassettoni che riconnette visivamente i tre inserti proposti. Il cortile, ripulito dalla copertura lignea, è stato in parte protetto da un dehor realizzato in corten e rivestito da un incannucciato lasciato grezzo e impreziosito da paralumi in terracotta. Tavoli e arredi secondari sono stati disegnati e realizzati in corten, pietra e legno per rimarcare la semplicità ed essenzialità del progetto.